Work in progress……..chitarra semi-hollow body

Chitarra semi-hollow body senza fasce, costituita da un fondo scolpito esternamente e top scolpito interamente. Le essenze utilizzate sono Pioppo americano per il fondo e Iroko per il piano armonico, manico in Acero e tastiera in Amaranto. i pick up sono degli esatonali passivi di mia produzione.

FIRMA LA TUA PICKGUARD

Servizio di incisione sul tuo battipenna. Tramite una tavoletta grafica viene acquisito il tuo scritto che verrà poi, tramite un software, rielaborato e simulato per verificarne il risultato finale. Successivamente verrà inciso tramite una macchina computerizzata. Vedi esempio sotto:

 

Acquisizione

 

 

 

 

Simulazione

 

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.7

La scelta di elementi diversi ovvero: legni, leghe metalliche e materiali sintetici sono la nuova frontiera per poter creare nuovi concept poichè una  chitarra intesa come sistema vibrante,  dove alcuni componenti hanno funzioni libere (corde), coercitive (ponte, meccaniche, capotasto, pick su) e strutturali (corpo, manico, tastiera). Queste possono essere: alluminio, bronzo, ottone, fibra di carbonio; la risonanza di queste, unitamente a quelle delle essenze legnose vanno nuove strade alla ricerca di timbri caratterizzanti.

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.6

I grandi brand di chitarre elettriche hanno consolidato la loro storia con prodotti risultati vincenti sul mercato dovuti in primis a questioni temporali (sostanzialmente dagli anni ’50 in poi), evolvendosi simbioticamente con nuovi generi musicali, soprattutto grazie alla tecnologia come l’effettistica analogica e digitale successivamente. Il genio di J. Hendrix , all’epoca utilizzava tutto il disponibile sia in live che in studio tanto da mettere in ginocchio economicamente la casa discografica a causa delle ‘maniacali’ (grazie al cielo…) tecniche di registrazione pretese. Di contro i suddetti costruttori, avendo creato degli evergreen non rischiano ad addentrarsi in innovazioni troppo discostanti dai loro cavalli di battaglia, rischiando un potenziale flop finanziario. La ricerca quindi di nuove soluzioni, è relegata ai piccoli artigiani poiché hanno un rischio di impresa enormemente inferiore e possono contare anche sulle riparazioni come introito.

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.5

Vorrei introdurre da subito un capitolo relativo ai pick up perché possono rivelarsi determinanti per una chitarra concept. Una novità è il progetto di un costruttore americano, dove i magneti sono loro stessi dei trasduttori elettromagnetici passivi.

 

 

 

 

 

Possono essere assemblati in modalità single coil, humbucker o considerati singolarmente e posti in qualsiasi posizione.

Un’altra soluzione innovativa sono i pick up chiamati: 3d o a risposta estesa (vedi foto sotto)

 

pick up passivo in configurazione humbucker, disponibile anche in configurazione single coil sviluppato da una azienda americana

 

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.4

 

Sotto si può osservare uno step di lavorazione, in questa casa una tastiera con l’utilizzo di una macchina a controllo numerico.

Progettazione CAD/CAM nella foto a sinistra e il lavoro finale della macchina a controllo numerico. L’accuratezza è dell’ordine dei centesimi con un tempo di lavorazione che ha richiesto poco meno di tre ore. Per i puristi dell’artigianato l’utilizzo delle macchine CNC potrebbe apparire scandaloso ma nel XXI secolo dove il tempo di realizzo e le dinamiche di mercato globalizzate sono spietate non lasciare spazio a idealismi inesorabilmente fallimentari. La progettazione stessa al computer e la manutenzione della macchina sono comunque attività complesse che richiedono un know-how di informatica, elettrotecnica, elettronica e meccanica. E’ IMPRESCINDIBILE però, saper già costruire tutto ‘a mano’!!!!!!!!!!

 

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.3

Dopo aver organizzato il necessario per i processi lavorativi, incombe la più importante delle scelte da affrontare, ovvero quali tipologie di chitarre elettriche fabbricare. Chiaramente più possibilità potrai offrire al cliente, maggiore sarà il mercato ma parallelamente l’attrezzatura dovrà essere integrata. Riuscire a concepire una linea propria è l’apice del successo per un artigiano ma si deve oggettivamente considerare che il mercato attuale offre soluzioni di ogni sorta a prezzi altrettanto più disparati quindi la chitarra fatta a mano ha come peculiarità la personalizzazione fatta simbioticamente con il musicista . L’ergonomia del manico e del corpo sono il cuore dello strumento, ed è la parte su cui bisogna concentrarsi maggiormente.Hardware ed elettronica possono essere soddisfatte ampiamente dalle numerose aziende presenti sul mercato oppure autocostruiti. E’ mia personale opinione che la chitarra non deve avere quantità di suoni ma qualità di suoni inoltre dobbiamo sempre tenere presente l’influenza dell’amplificatore sul suono finale. Ad esempio le chitarre Fender su cui sono installate quasi esclusivamente pick up single coil, quindi dal suono squillante, gli amplificatori studiati dal mitico Leo Fender risultano molto caldi e definiti a compensazione.

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.2

A questo punto un aspetto fondamentale da tenere presente nel percorso della costruzione di una chitarra elettrica e l’allestimento di un laboratorio. La caparbietà e la passione non sono sufficienti senza un luogo e una attrezzatura adeguata soprattutto in funzione dei tempi di realizzo oltre che qualitativi, i cosiddetti ‘tempi e metodi’. Il luogo dovrebbe avere una dimensione minima di 20 mq per ospitare l’attrezzatura necessaria, mentre lo stoccaggio eventuale delle essenze è una discrezione dell’artigiano che può approvvigionarsi di volta in volta del necessario dai fornitori specializzati. Difficile fare un capitolato preciso dei costi della SOLA attrezzatura poiché come per tutte le cose di questo mondo, esistono prodotti più o meno performanti con relativi prezzi di listino,comunque la spesa minima per poter ottenere un risultato valido si aggira intorno ai venticinquemila euro. Se la prospettiva è avvalersi di macchine a controllo numerico per accorciare le tempistiche, la spesa si amplifica.

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.1

Questo trattato si pone come valorizzatore delle chitarre elettriche di liuteria utilizzando come gradiente la qualità. I più importanti brand industriali hanno una divisione personalizzata dove si utilizzano metodologie artigianali quindi consapevoli loro malgrado che, i maestri liutai sono imprescindibili nell’ottenimento di uno strumento il più possibile straordinario. Ogni chitarra ha una sua personalità, nessuna può essere eclettica, ognuna ha una destinazione nei generi musicali. Negli anni ’90 si è pensato che l’effettistica potesse soppiantare la struttura, le caratteristiche tecnologiche dello strumento ma in realtà ha appiattito i suoni..: compressore, booster, speaker simulator, una punta di delay, ecc. ecc. Il suono dei chitarristi che hanno fatto la storia, quelli che riconoscimenti dopo due note per intenderci, hanno una caratteristica comune: sono reali, li ritrovi in ​​natura! A onor del vero, la qualità dell’amplificatore diviene determinante poiché colora il suono, non è solo la chitarra ben fatta a essere determinante. Un’altra domanda, forse la più importante è l’era della digitalizzazione; beneficiaria assoluta nel lavoro di produzione in quanto l’editing permette di ridurre i tempi dei costosi studi di registrazione. Ma dopo decenni di evoluzione tecnologica e della sua esasperata applicazione ci ha portato una involuzione artistica, possiamo affermare quindi: “l’artefazione distoglie dall’obiettivo primo della musica, raccontare cioè una esperienza,

 

Bias della valvola? No cognitivo!!!

Anche questo sarà l’ennesimo articolo rivolto alla rieducazione musicale più che alla promozione di nuove tecnologie applicate alla chitarra, visto il disinteresse galoppante verso lo studio di uno strumento. Di certo da quando il genere TRAP ha fatto la sua comparsa, dove non c’è necessità di musicisti per costruire il brano, né di cantanti preparati (autotune), né di essere grandi ermeneutici per la stesura del testo, l’abisso si  è fatto sempre più profondo! L’arte non ha nulla di politicamente corretto e soprattutto lasciamola fare a chi ha avuto la benedizione direttamente da ‘lassù’… 

Nello scenario culturale decadente, si somma una convinzione (bias cognitivo) per cui il ‘made in China’, significhi: ‘risparmio’. Sono validi i prodotti che costruiscono? Da dove viene questa capacità produttiva a costo zero? Dobbiamo fare un distinguo, se il brand è un’azienda occidentale lì delocalizzata la risposta è affermativa. Se invece il prodotto, frutto dell’intero ciclo del valore, è cinese, i marchi si contano sulle dita di una mano. Ma come mai riescono solo loro ad avere un costo del lavoro così basso? I fattori sono molteplici tra cui: una pianificazione statale degli asset commerciali dove il privato è coadiuvato dallo stato (spesso recriminato dopo l’ingresso nel WTO), stabilità politica (non votano…), sfruttamento di risorse umane ridotte in schiavitù (internati politici), valorizzazione dell’istruzione, grande voglia di lavorare, assenza di un culto religioso improntato sulla trascendenza ma più su norme comportamentali (confucianesimo), una spiccata inattitudine all’osservanza delle norme extra territoriali. Entrando nello specifico del settore musicale, vorrei denunciare come da diversi anni, alcune piattaforme di e-commerce cinesi vendono fake, a danno di importanti costruttori americani come: Gibson, Music Man, Alembic, Seymour Duncan, Ernie Ball ecc. Eccone un esempio nelle foto seguenti:

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Il sito in questione è Ali Express. Il cliente lamenta la non autenticità del pick up Seymour Duncan; il fornitore con assoluta tranquillità afferma di aver venduto un falso. Di fronte a questo atteggiamento spocchioso che è un modus operandi e vivendi direi per la cultura cinese, c’è da chiedersi cosa possiamo fare per difenderci. Probabilmente ritornare ad amare la propria patria, a discernere tra l’affarismo e il commercio, pretendere etica da parte di tutti gli attori in scena..