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In questa categoria vengono descritti i vari metodi di costruzione delle chitarre elettriche

Chitarra mod.: Infinity

Progetto ispirato dalla Viola d’amore.

Un’arpa in alluminio alloggiata nel body, con una serie di corde di risonanza, aggiunge notevole rafforzo armonico alle note suonate.

Le corde risonanti vengono riprese da un pick up specifico oltre ad uno per quelle suonate; un potenziometro ‘blend’ permette di apprezzarne la differenza. Il peso complessivo rimane contenuto grazie al basso peso specifico del pioppo utilizzato per il boby.

Corpo: pioppo americano

Top: teak

Manico: acero

Tastiera: palissandro

Ponte: in legno di frassino

Pick up: Di Marzio Air Norton

Vernice: gommalacca per il body, olio per il manico

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Pro e contro nuove tecnologie

Analisi e considerazioni su l’utilizzo della macchina Plek e il compound radius.

1. La Plek, è una macchina CNC che ha come fine l’ottimizzazione della tastiera con accuratezza millimetrica tramite dapprima una diagnosi dello strumento con corde installate (quindi con il manico in tensione) e la conseguente livellazione dei tasti tramite rettifica.

2. Il compound radius è una curvatura della tastiera che inizia con un        raggio al capotasto inferiore a quello in cui termina.

E’ importante sottolineare che il compound radius esiste in quanto esiste una macchina computerizzata in grado di asportare materiale  in uno sviluppo ellittico (raggiatura della tastiera). La fase di rettifica post installazione tasti è appannaggio della sola Plek quindi.

Anche se l’utilizzo della tecnologia è indispensabile, bisogna valutare soprattutto in questo frangente, quanto questo sia veramente efficace  ed utile al musicista. Ciò nonostante trovare un compromesso tra nuove soluzioni è una sfida che merita di essere affrontata.

La Plek scansiona la tastiera e delinea una o piu’ ottimizzazioni del ‘sistema’ manico. Elemento complesso per le sue componenti e dinamico  (elasticità del legno, micro movimenti del tasto, relief/ampiezza oscillazione corda). L’utilizzo di questa macchina richiede un now how da parte del tecnico molto ampio, non tanto per l’utilizzo del software di gestione ma quanto per intuire i LIMITI dello strumento da sistemare al di là della diagnosi della macchina. Il costo dell’intervento attualmente proposto al cliente si aggira su qualche centinaia di euro.

C’è da chiedersi a questo punto, se un musicista può accontentarsi di una ottimizzazione precisa al centesimo piuttosto che al millesimo di millimetro……quale è il livello a cui può ambire l’artigiano! Ecco un esempio di come un liutaio con un attrezzo molto meno costoso può fare lo stesso lavoro, forse per certi aspetti più efficace in quanto le corde rimangono sempre in tensione durante la rettifica:

livellatrice regolabile copiando il relief manico

Per quanto riguarda il compuond radius, legato visceralmente all’utilizzo di macchine computerizzate, c’è da chiedersi quando sarà necessaria la manutenzione dei tasti (componente più soggetto ad usura dopo le corde…) chi riuscirà a farla se non le case costruttrici ovviamente grazie alla Plek!

Anche in questo caso c’è da porsi l’interrogativo se un profilo del manico concepito ad hoc e il beveling della tastiera possano essere sufficienti…!?

beveling

beveling

Questa smussatura della tastiera dà un’enorme ergonomicità e feeling, quasi sorprendente!

Concludendo, la stabilità del manico è faccenda complessa…LAVORARE AL MILLESIMO E’ SOSTANZIALMENTE INADATTO come lo è una chitarra FANNED FRET; “sicuri che differenze di qualche  centesimo di hz siano intellegibili e giustifichino la ‘schiavizzazione’ a cui si deve sottoporre il musicista per ottenerle?”. Studi di psicoacustica evidenziano come sia sostanzialmente infruttuosa questa ricerca; meglio uno strumento fretless a questo punto!

Aggiungo anche la questione economica, attualmente non proprio a buon mercato per chi acquisisce queste tecnologie che devono essere ammortizzate inevitabilmente sui clienti. Un’altra questione prettamente tecnica  riguarda l’operazione di rettifica, arrotondamento e lucidatura del tasto ovvero: l’alta temperatura a cui viene sottoposto nelle lavorazioni elencate! La conseguenza è un micro movimento dalla sede dovuti a deformazione e alla inibizione del collante (tant’è che per sostituirli vengono scaldati). Nelle macchine operatrici che  lavorano i metalli è un parametro che viene tenuto molto in considerazione.

….e se succede a loro…

rotaie

rotaie raffreddate con acqua per scongiurare la deformazione dovuta al calore

 

 

La costruzione ‘vincente’ della solid body

La soluzione costruttiva della chitarra solid body può essere di quattro tipi: bolt on, set in, neck through body e infine set neck through. Dalla mia esperienza ventennale in materia, dapprima come commerciante successivamente come costruttore di chitarre elettriche, ho raggiunto un ragionevole bagaglio esperienziale tale da poter affermare che, la scelta costruttiva statisticamente  più vincente (intesa come qualità timbrica) è la set neck through (vedi immagini sotto).

vista posteriore

back

 

top

top

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Un altro elemento fondamentale è lo spessore della tastiera. Più questo è basso (vincolato dalla misura del tasto), più veloce sarà la trasmissione delle onde meccaniche aumentando così la risposta al tocco.

Nella scelta delle essenze è imprescindibile utilizzarne di specie diverse, una tavola per la costruzione del manico con un peso specifico superiore a quella destinata alla costruzione del corpo. Idealmente è come costruire un altoparlante (vedi immagine sotto):

Ricostruzione cono altoparlante

  • la bobina oscillante è il manico vibrante,
  • la membrana è il corpo.

Prototipo: Kelly M. (set through neck)

 

Essenze

Manico: mogano Kaya

Tastiera: ebano

Corpo: salice

Caratteristiche

1) questo tipo di costruzione (set through neck) permette una ineguagliabile trasmissione  delle vibrazioni ‘manico-corpo’

2) stabilità ottimale del manico

3) possibilità di profililatura del manico sul l’intero asse longitudinale utile

4) la scelta del salice per il corpo, permette di ottenere una  buona risposta timbrica sui medio/bassi contenendo notevolmente il peso complessivo dello strumento

 

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Serie: Alve

Lo strumento nasce da un’analisi ormai consolidata, dove nella chitarra solid body le componenti  determinanti alla resa timbrica sono:  le caratteristiche tecnologiche del manico, la massa del ponte oltre che ovviamente dalla qualità ‘dell’elettronica’. Questa chitarra ha una scocca in alluminio di spessore 8 mm che mette in comunicazione diretta il ponte con il manico. Quest’ultimo è dotato oltre alle quattro viti di ancoraggio al corpo, di un bullone con funzione tilt-neck regolabile  posto in senso tangenziale. Il ponte è in acero massiccio trough boby e alloggiato direttamente su di una sede della scocca. La risultante è una risposta più definita delle frequenze dovuta ad trasmissione più rapida delle vibrazioni che, raccolte dal ponte in link con il manico,  attraverso la lastra in alluminio, arrivano più velocemente (proprio per una più rapida velocità di propagazione del metallo).

Corpo: pioppo americano

Tastiera: ebano, tasti L 2,7 mm

Manico: acero

Diapason: 25,5″

Radius: 9,5″

Ponte: acero, acero/ebano

Battipenna: acero marezzato

Vernice: nitrocellulosa

Meccaniche: Kluson

Pick up: Gibson Tim Shaw Dirty Fingers

Capotasto: osso, L 42,4 mm

Truss rod:  Gotoh

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accesso al tilt-neck

tilt-neck tangenziale

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cava per alloggiamento scocca in alluminio

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scocca in alluminio spessore 8 m

ponte inserito nella scocca in alluminio

ponte inserito nella scocca in alluminio

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particolare dello stop-bar

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particolare dello stop-bar

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