LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.7

La scelta di elementi diversi ovvero: legni, leghe metalliche e materiali sintetici sono la nuova frontiera per poter creare nuovi concept poichè una  chitarra intesa come sistema vibrante,  dove alcuni componenti hanno funzioni libere (corde), coercitive (ponte, meccaniche, capotasto, pick su) e strutturali (corpo, manico, tastiera). Queste possono essere: alluminio, bronzo, ottone, fibra di carbonio; la risonanza di queste, unitamente a quelle delle essenze legnose vanno nuove strade alla ricerca di timbri caratterizzanti.

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.4

 

Sotto si può osservare uno step di lavorazione, in questa casa una tastiera con l’utilizzo di una macchina a controllo numerico.

Progettazione CAD/CAM nella foto a sinistra e il lavoro finale della macchina a controllo numerico. L’accuratezza è dell’ordine dei centesimi con un tempo di lavorazione che ha richiesto poco meno di tre ore. Per i puristi dell’artigianato l’utilizzo delle macchine CNC potrebbe apparire scandaloso ma nel XXI secolo dove il tempo di realizzo e le dinamiche di mercato globalizzate sono spietate non lasciare spazio a idealismi inesorabilmente fallimentari. La progettazione stessa al computer e la manutenzione della macchina sono comunque attività complesse che richiedono un know-how di informatica, elettrotecnica, elettronica e meccanica. E’ IMPRESCINDIBILE però, saper già costruire tutto ‘a mano’!!!!!!!!!!

 

 

 

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.3

Dopo aver organizzato il necessario per i processi lavorativi, incombe la più importante delle scelte da affrontare, ovvero quali tipologie di chitarre elettriche fabbricare. Chiaramente più possibilità potrai offrire al cliente, maggiore sarà il mercato ma parallelamente l’attrezzatura dovrà essere integrata. Riuscire a concepire una linea propria è l’apice del successo per un artigiano ma si deve oggettivamente considerare che il mercato attuale offre soluzioni di ogni sorta a prezzi altrettanto più disparati quindi la chitarra fatta a mano ha come peculiarità la personalizzazione fatta simbioticamente con il musicista . L’ergonomia del manico e del corpo sono il cuore dello strumento, ed è la parte su cui bisogna concentrarsi maggiormente.Hardware ed elettronica possono essere soddisfatte ampiamente dalle numerose aziende presenti sul mercato oppure autocostruiti. E’ mia personale opinione che la chitarra non deve avere quantità di suoni ma qualità di suoni inoltre dobbiamo sempre tenere presente l’influenza dell’amplificatore sul suono finale. Ad esempio le chitarre Fender su cui sono installate quasi esclusivamente pick up single coil, quindi dal suono squillante, gli amplificatori studiati dal mitico Leo Fender risultano molto caldi e definiti a compensazione.

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.2

A questo punto un aspetto fondamentale da tenere presente nel percorso della costruzione di una chitarra elettrica e l’allestimento di un laboratorio. La caparbietà e la passione non sono sufficienti senza un luogo e una attrezzatura adeguata soprattutto in funzione dei tempi di realizzo oltre che qualitativi, i cosiddetti ‘tempi e metodi’. Il luogo dovrebbe avere una dimensione minima di 20 mq per ospitare l’attrezzatura necessaria, mentre lo stoccaggio eventuale delle essenze è una discrezione dell’artigiano che può approvvigionarsi di volta in volta del necessario dai fornitori specializzati. Difficile fare un capitolato preciso dei costi della SOLA attrezzatura poiché come per tutte le cose di questo mondo, esistono prodotti più o meno performanti con relativi prezzi di listino,comunque la spesa minima per poter ottenere un risultato valido si aggira intorno ai venticinquemila euro. Se la prospettiva è avvalersi di macchine a controllo numerico per accorciare le tempistiche, la spesa si amplifica.

LA COSTRUZIONE DI UNA CHITARRA ELETTRICA cap.1

Questo trattato si pone come valorizzatore delle chitarre elettriche di liuteria utilizzando come gradiente la qualità. I più importanti brand industriali hanno una divisione personalizzata dove si utilizzano metodologie artigianali quindi consapevoli loro malgrado che, i maestri liutai sono imprescindibili nell’ottenimento di uno strumento il più possibile straordinario. Ogni chitarra ha una sua personalità, nessuna può essere eclettica, ognuna ha una destinazione nei generi musicali. Negli anni ’90 si è pensato che l’effettistica potesse soppiantare la struttura, le caratteristiche tecnologiche dello strumento ma in realtà ha appiattito i suoni..: compressore, booster, speaker simulator, una punta di delay, ecc. ecc. Il suono dei chitarristi che hanno fatto la storia, quelli che riconoscimenti dopo due note per intenderci, hanno una caratteristica comune: sono reali, li ritrovi in ​​natura! A onor del vero, la qualità dell’amplificatore diviene determinante poiché colora il suono, non è solo la chitarra ben fatta a essere determinante. Un’altra domanda, forse la più importante è l’era della digitalizzazione; beneficiaria assoluta nel lavoro di produzione in quanto l’editing permette di ridurre i tempi dei costosi studi di registrazione. Ma dopo decenni di evoluzione tecnologica e della sua esasperata applicazione ci ha portato una involuzione artistica, possiamo affermare quindi: “l’artefazione distoglie dall’obiettivo primo della musica, raccontare cioè una esperienza,

 

LAVORAZIONE CNC

La lavorazione con macchina CNC del solo piano armonico e del fondo, della chitarra semiacustica qui in visione, richiede circa 48 ore. Escludendo da questo computo , il tempo dovuto alla progettazione che può richiederne altrettanti. Il manico viene fatto tradizionalmente così da accontentare il cliente nella fase di profilatura ai fini dell’ergonomia più elevata possibile. La liuteria  moderna non dispensa dalla capacità di essere prima in grado di costruire a mano

Lavorazione del top

Evolution: manico lamellare, pick up 3 D e altro ancora..

 Vernice ad olio

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Manico lamellare acero/noce. Tastiera in palissandro

Ponte in bronzo/alluminio

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Blocco inerziale in acciaio. Pick up elettromagnetico sotto basamento ponte in bronzo

Ripresa: bobina 3D

Pick up: 3D (tre centri polari e due avvolgimenti)

 

Chitarra mod.: Infinity

Progetto ispirato dalla Viola d’amore.

Un’arpa in alluminio alloggiata nel body, con una serie di corde di risonanza, aggiunge notevole rafforzo armonico alle note suonate.

Le corde risonanti vengono riprese da un pick up specifico oltre ad uno per quelle suonate; un potenziometro ‘blend’ permette di apprezzarne la differenza. Il peso complessivo rimane contenuto grazie al basso peso specifico del pioppo utilizzato per il boby.

Corpo: pioppo americano

Top: teak

Manico: acero

Tastiera: palissandro

Ponte: in legno di frassino

Pick up: Di Marzio Air Norton

Vernice: gommalacca per il body, olio per il manico

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Pro e contro nuove tecnologie

Analisi e considerazioni su l’utilizzo della macchina Plek e il compound radius.

1. La Plek, è una macchina CNC che ha come fine l’ottimizzazione della tastiera con accuratezza millimetrica tramite dapprima una diagnosi dello strumento con corde installate (quindi con il manico in tensione) e la conseguente livellazione dei tasti tramite rettifica.

2. Il compound radius è una curvatura della tastiera che inizia con un        raggio al capotasto inferiore a quello in cui termina.

E’ importante sottolineare che il compound radius esiste in quanto esiste una macchina computerizzata in grado di asportare materiale  in uno sviluppo ellittico (raggiatura della tastiera). La fase di rettifica post installazione tasti è appannaggio della sola Plek quindi.

Anche se l’utilizzo della tecnologia è indispensabile, bisogna valutare soprattutto in questo frangente, quanto questo sia veramente efficace  ed utile al musicista. Ciò nonostante trovare un compromesso tra nuove soluzioni è una sfida che merita di essere affrontata.

La Plek scansiona la tastiera e delinea una o piu’ ottimizzazioni del ‘sistema’ manico. Elemento complesso per le sue componenti e dinamico  (elasticità del legno, micro movimenti del tasto, relief/ampiezza oscillazione corda). L’utilizzo di questa macchina richiede un now how da parte del tecnico molto ampio, non tanto per l’utilizzo del software di gestione ma quanto per intuire i LIMITI dello strumento da sistemare al di là della diagnosi della macchina. Il costo dell’intervento attualmente proposto al cliente si aggira su qualche centinaia di euro.

C’è da chiedersi a questo punto, se un musicista può accontentarsi di una ottimizzazione precisa al centesimo piuttosto che al millesimo di millimetro……quale è il livello a cui può ambire l’artigiano! Ecco un esempio di come un liutaio con un attrezzo molto meno costoso può fare lo stesso lavoro, forse per certi aspetti più efficace in quanto le corde rimangono sempre in tensione durante la rettifica:

livellatrice regolabile copiando il relief manico

Per quanto riguarda il compuond radius, legato visceralmente all’utilizzo di macchine computerizzate, c’è da chiedersi quando sarà necessaria la manutenzione dei tasti (componente più soggetto ad usura dopo le corde…) chi riuscirà a farla se non le case costruttrici ovviamente grazie alla Plek!

Anche in questo caso c’è da porsi l’interrogativo se un profilo del manico concepito ad hoc e il beveling della tastiera possano essere sufficienti…!?

beveling

beveling

Questa smussatura della tastiera dà un’enorme ergonomicità e feeling, quasi sorprendente!

Concludendo, la stabilità del manico è faccenda complessa…LAVORARE AL MILLESIMO E’ SOSTANZIALMENTE INADATTO come lo è una chitarra FANNED FRET; “sicuri che differenze di qualche  centesimo di hz siano intellegibili e giustifichino la ‘schiavizzazione’ a cui si deve sottoporre il musicista per ottenerle?”. Studi di psicoacustica evidenziano come sia sostanzialmente infruttuosa questa ricerca; meglio uno strumento fretless a questo punto!

Aggiungo anche la questione economica, attualmente non proprio a buon mercato per chi acquisisce queste tecnologie che devono essere ammortizzate inevitabilmente sui clienti. Un’altra questione prettamente tecnica  riguarda l’operazione di rettifica, arrotondamento e lucidatura del tasto ovvero: l’alta temperatura a cui viene sottoposto nelle lavorazioni elencate! La conseguenza è un micro movimento dalla sede dovuti a deformazione e alla inibizione del collante (tant’è che per sostituirli vengono scaldati). Nelle macchine operatrici che  lavorano i metalli è un parametro che viene tenuto molto in considerazione.

….e se succede a loro…

rotaie

rotaie raffreddate con acqua per scongiurare la deformazione dovuta al calore