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Idee costruttive

Prototipo: Kelly M. (set through neck)

 

Essenze

Manico: mogano Kaya

Tastiera: ebano

Corpo: salice

Caratteristiche

1) questo tipo di costruzione (set through neck) permette una ineguagliabile trasmissione  delle vibrazioni ‘manico-corpo’

2) stabilità ottimale del manico

3) possibilità di profililatura del manico sul l’intero asse longitudinale utile

4) la scelta del salice per il corpo, permette di ottenere una  buona risposta timbrica sui medio/bassi contenendo notevolmente il peso complessivo dello strumento

 

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Serie: Alve

Lo strumento nasce da un’analisi ormai consolidata, dove nella chitarra solid body le componenti  determinanti alla resa timbrica sono:  le caratteristiche tecnologiche del manico, la massa del ponte oltre che ovviamente dalla qualità ‘dell’elettronica’. Questa chitarra ha una scocca in alluminio di spessore 8 mm che mette in comunicazione diretta il ponte con il manico. Quest’ultimo è dotato oltre alle quattro viti di ancoraggio al corpo, di un bullone con funzione tilt-neck regolabile  posto in senso tangenziale. Il ponte è in acero massiccio trough boby e alloggiato direttamente su di una sede della scocca. La risultante è una risposta più definita delle frequenze dovuta ad trasmissione più rapida delle vibrazioni che, raccolte dal ponte in link con il manico,  attraverso la lastra in alluminio, arrivano più velocemente (proprio per una più rapida velocità di propagazione del metallo).

Corpo: pioppo americano

Tastiera: ebano, tasti L 2,7 mm

Manico: acero

Diapason: 25,5″

Radius: 9,5″

Ponte: acero, acero/ebano

Battipenna: acero marezzato

Vernice: nitrocellulosa

Meccaniche: Kluson

Pick up: Gibson Tim Shaw Dirty Fingers

Capotasto: osso, L 42,4 mm

Truss rod:  Gotoh

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accesso al tilt-neck

tilt-neck tangenziale

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cava per alloggiamento scocca in alluminio

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scocca in alluminio spessore 8 m

ponte inserito nella scocca in alluminio

ponte inserito nella scocca in alluminio

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particolare dello stop-bar

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particolare dello stop-bar

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Link

Potrebbe apparire un azzardo confrontare uno strumento classico come il violino con un cordofono solid body. Per alcuni aspetti lo è, in quanto la cassa armonica di uno strumento acustico è la parte più importante e  quindi funzionale al suono risultante cosa che non si può sostenere per uno strumento come la chitarra elettrica con un corpo costituito di legno massello e quindi non funzionale all’amplificazione del suono. Negli strumenti classici la progettazione della cassa armonica rispecchia canoni tassativi per misure, spessori e quindi intonazione. Il top con un movimento oscillatorio e il back con un movimento sussultorio ne determinano la potenza acustica e il timbro dello strumento. Nell’elettrico…diversamente le vibrazioni che andranno  ad influire, condizionare  l’oscillazione delle corde riprese dai pick up, daranno un suono di ampiezza modulata ricevendo per simpatia la risposta vibrante del corpo attraverso il ponte e la paletta. Il tipo di essenza e di taglio diventano determinanti nella risultante finale. Questa chitarra che ho chiamato Venezia poiché ispirata dalla forma del ferro di prua di una gondola ha una peculiarità: il suono viene ripreso dal pick up che è ancorato direttamente sul manico, non sospeso da una masherina/cornice o direttamente sul corpo. Questa soluzione capta ancor di più le differenze di modulazione dello strumento.

L’IDEA DEI DIFFUSORI ACUSTICI APPLICATI ALLA CHITARRA

Il seguente articolo affronta un’idea tecnicamente irrealizzabile per la costruzione di una chitarra e ha  valore puramente teorico.


Parleremo brevemente  dei i diffusori acustici ideati dal tedesco Manfred R. Schroeder. Applicando le metodologie dei RETICOLI DI DIFFRAZIONE della luce per calcolarne la lunghezza d’onda (metodo utilizzato in vari ambiti scientifici: in astronomia, per analizzare la luce emessa dalle stelle lontane; la diffrazione dei famosi “raggi x”, creata nelle strutture cristalline), anche in acustica si sono applicati gli stessi principi per la creazione di modelli utilizzabili per il “controllo” del suono. In base alle diverse lunghezze d’onda e dal calcolo della diffrazione (cioè il cambiamento di direzione causato da ostacoli fisici), si possono concepire dei pannelli o delle strutture fisiche che avranno la capacità di ASSORBIRE e RIFLETTERE l’onda in modo controllato. Soffermandomi sulla direzionalità: il suono incidente su di una superficie avrà conseguentemente una diffusione spaziale vincolata dalla superficie stessa. Il concetto è quello di raccogliere l’energia sonora e riditribuirla dopo l’impatto, con un’angolatura di 180° (non solo nella direzione speculare quindi), in modo significativo nel tempo. Il RETICOLO DI FASE o di DIFFRAZIONE usato in ottica, applicato in acustica ha apportato notevoli benefici nel trattamneto acustico degl’ambienti in quanto il progettista, prima di tale scoperta, aveva a dsiposizione solamente assorbitori e riflettori. Schroeder ipotizzò che un’onda sonora incidente che investe un reticolo di fase, diffonde il suono in tutte le direzioni uniformemente; la profondità massima della scanalatura del pannello e’ determinata dalla massima lunghezza d’onda da diffondere, la larghezza deve essere circa la metà della lunghezza d’onda più corta (vengono chiamati diffusori a RESTO QUADRICO). Il calcolo matematico e’ un tema che non affronteremo, a livello informativo, precisiamo che attualmente in commercio sono disponibili diffusori monodimensionali, bidemsionali (Omnidifffusor), costruiti in vari materiali e per vari scopi di trattamento acustico (anti flutter-Flutterfree, Diffurblox in edilizia, Abffusor e Triffusor). La mia idea, partendo da quesi concetti di fisica acustica è quella di sviluppare una cassa della chitarra che non sia più solamente una superficie riflettente ma DIFFONDENTE (l’azienda RPG è leader nella distribuzione di elementi per il trattamento acustico, www.rpginc.com, oltre a vari prodotti potrete vedere l’Omnidiffusor menzionato nell’artcolo). Questa potrebbe essere idealmente una nuova concezione della cassa armonica di una chitarra acustica. Negli strumenti acustici, la vibrazione  del top e del fondo influisce sul  movimento dell’aria all’interno della cassa dando un timbro e un volume definito a seconda dei legnami utilizzati, dal tipo di lavorazione delle tavole e soprattutto dalla disposizione delle catene. Mediamente un Omnidiffusor ha una profondità di 15 cm, diventa quindi difficilmente realizzabile una cassa così concepita per ovvi problemi di ergonomicità se pensiamo che una chitarra folk ha mediamente una profondità di 8 cm.

 

onda riflessa specularmente dopo l'impatto

onda riflessa specularmente dopo l’impatto

come la luce il suono si diffonde, i diffuori hanno la funzione di propagarla su un piano di 180° e non solo specularmente

come la luce il suono si diffonde, i diffuori hanno la funzione di propagarla su un piano di 180° e non solo specularmente

Omnidiffusor

Omnidiffusor

diffusori di schroder1

impatto dell’onda sonora e relativa riflessione/diffusione