Archivio mensile:febbraio 2014

Paletta

 

Bozza progetto per paletta ispirata alla scala duplex dei pianoforti

palettaLa distanza tra il capotasto e il punto di avvolgimento della corda nell’asse centrale della meccanica è stato calcolato con la regola del 17 (che il sistema di calcolo per il posizionamento dei tasti in base al diapason dello strumento). Questo serve ad armonizzare tutto sistema chitarra, in tutte le sue parti, riprendendo l’idea della scala DUPLEX dei pianoforti che è persino accordabile.

SET THROUGH NECK

Il metodo di costruzione SET NECK TROUGH consiste nell’alloggiare il manico della chitarra al corpo, incollandolo in una tasca ricavata nello stesso e per tutta la lunghezza di esso. Questo sistema è simile al NECK TROUGH BODY dove al manico in un unico pezzo vengono “aggiunte” le “ali” laterali per motivi sostanzialmente di ergonomicità, perdendo quindi la funzione di “risuonatore” quale dovrebbe essere il corpo della chitarra.
Il sistema S_N_T offre a mio avviso un vantaggio dal punto di vista di resa sonora per i motivi seguenti:
1) l’ELASTICITA’ e la DENSITA’ del legno sono le caratteristiche più importanti da tenere in considerazione per la costruzione di uno strumento che da ora in poi chiamerò SISTEMA VIBRANTE, visto che gli elementi concorrenti ad ottenere uno strumento che suoni bene sono molteplici:
2) La densità del legno è fondamentale per la velocità con cui le onde si propagano su di esso, questo diventa fondamentale per avere una risposta efficace quando metto in vibrazione le corde, ma le onde in qualche modo le devo “trattenere” e “arricchire”(aggiungere armoniche) per avere sustain  e sound. L’obiettivo del liutaio è massimizzare sostanzialmente questi aspetti.
3) L’elasticità, ( proprietà dei materiali di flettere e di ritornare alla condizione prima della sollecitazione senza subire alterazioni) del manico, è fondamentale per il sustain e per  lo spettro sonoro delle armoniche. Per capire il perché di ciò utilizzeremo il concetto di onda stazionaria (fig. 1) ed effetto pettine;  l’onda stazionaria è una perturbazione periodica che si sviluppa nel tempo e non nello spazio. Limitata nel suo moto oscillatorio da una parte dalla meccanica e dall’altra dal ponte, questa una volta eccitata  tende a ritornare alla sua situazione primordiale di quiete. Nell’oscillare dopo un picco massimo, il movimento rimbalza verso i due estremi, nel ritorno continuo per arrivare alla condizione di inerzia iniziale, avvengono delle intersezioni chiamate nodi dove il  suono in quel punto viene annullato (controfase), il picco di oscillazione in senso negativo e positivo viene chiamato antinodo, si avranno quindi degli annullamenti e dei rinforzi in alcune frequenze (effetto pettine). Immaginando una flessione continua del manico unitamente al moto della corda e quindi una variazione continua dei due nodi estremi della corda, avremo uno spostamento continuo di nodi e antinodi andando a variare così lo spazio di perturbazione. L’effetto sarà quello di aver una risposta in frequenza più lineare.

nodi

(Fig.1) Onde stazionarie

 

armoniche
F
ig. 2 – Armoniche

4) Avendo un manico in un blocco unico andremo ad avere una distribuzione più omogenea delle forze in questione che verranno poi “amplificate” dal corpo che non diventa più solamente un supporto ergonomico come nelle neck trough  body ma una cassa di risonanza.

Nelle mie chitarre ho anche progettato una paletta che avesse una configurazione tale da:

1) Diminuire la torsione del manico. L’asimmetria tra il lato delle corde basse rispetto alle alte, spostando l’interasse verso le alte per avere una distribuzione della trazione più centrale rispetto al manico (poiché la trazione delle basse è maggiore), serve a diminuire la torsione del manico.
2) La dissipazione dell’energia conferita alle corde avviene anche in quella porzione di corda dal capotasto all’asse della meccanica. Ho deciso di  riprendere le misure che intercorrono  tra il capotasto e i primi 3 tasti, come riferimento per l’installazione delle meccaniche. Ovviamente le distanze variano a seconda del diapason scelto per la chitarra: misura tra il 1° tasto e il capotasto  (meccanica per corde MI basso e SI),  misura tra il 2° tasto e il capotasto (meccanica LA e SOL), misura tra il 3° tasto e il capotasto (RE e MI cantino). “L’ispirazione” mi è venuta osservando i risuonatori della scala duplex nei pianoforti che sono persino accordabili. Questo piccolo accorgimento ha lo scopo di avere una compensazione accordata anche nelle parti infra-strutturali non direttamente influenzabili dal musicista  che per simpatia si mettono in movimento contribuendo al timbro finale dello strumento.

steinberg_ponticello
Scala Duplex