Archivio mensile:maggio 2014

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strato1 strato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

modifiche/riparazioni

modifica profilo tenone

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restauro tastiera, arrotondamento tasti

restauro tastiera, arrotondamento tasti

verniciatura nitro, vintage

verniciatura nitro, vintage

verniciatura nitro, vintage

verniciatura nitro, vintage

verniciatura nitro, vintage

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Gibson Flyng V di Adam Bomb, ripara zione manico rotto

Gibson Flyng V di Adam Bomb, ripara
zione manico rotto


3 001

sostituzione tasti Gibson 335

3 002

3 004

 

Vox Starstream 1968

Vox Starstream 1968

Vox Starstream 1968

Vox Starstream 1968

modifica ponte chitarra Danelectro

modifica ponte chitarra
Danelectro

modifica ponte Danelectro

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L’IMPORTANZA DELLA SUPERFICIE RIFLETTENTE

Attuando gli studi sui risuonatori di Helmoltz, alla cassa armonica di una chitarra nel nostro caso si può  analizzare la risposta in frequenza della stessa e fare delle osservazioni. Immaginiamo la cassa come un risuonatore; sperimentando dimensioni diverse per la cassa, in realtà si è visto che i fattori determinanti per ottenere una risonanza precisa (oltre alla disposizione delle catene) sono: il foro della buca immaginandolo come il foro di immissione dell’aria del risuonatore, lo spessore della tavola immaginandolo come la lunghezza del collo del risuonatore. Lo si può anche notare osservando la costruzione di un Flauto di Pan, dove proprio la lunghezza dei tubi sia determinante per ottenere suoni diversi, oppure come il suonatore di Tromba sia costretto a modificare la posizione delle labbra per ottenenere i suoni voluti (immaginiamo che: la bocca è il risuonatore e le labbra, il collo del risuonatore). Negli strumenti dotati di cassa armonica avremo una dimensione fissa per ovvie esigenze costruttive del risuonatore (cioè della cassa) quindi avremo un riflesso speculare dell’onda sonora emessa dalle vibrazioni delle corde. Un riflesso invece diffuso su tutto il piano di 180° sarebbe ottimale ma ottenibile solo escludendo lo mascheramento delle frequenze. Per mascheramento si intende:

1) un suono che ha una frequenza molto vicina ad un’altra e che nella variazione di intensita’ crea quelli che vengono chiamati battimenti, nella sovrapposizione perfetta avremmo un rinforzo, nella contrapposizione un annullamneto (sfasamento);

2) la fisiologia del sistema uditivo che ha delle bande critche sulla percezione del suono.

Il nostro trasduttore, quale è il nostro orecchio, ha una percezione di un range di frequenze che va da 20hz a 20khz; “collegato” al nostro cervello si innescano una serie di fattori che rientrano in quella scienza chiamata appunto psicoacustica, ovvero lo studio della rielaborazione delle frequenze e dell’influenza di esse sul nostro cervello.  Si è visto che la sensazione sonora cambia in rapporto agli intervalli musicali nel nostro caso, più che a differenze di frequenze. Un suono è composto da una fondamentale e dalle sue armoniche, nel momento in cui altri suoni di frequenza vicina si approssimano alla sovrapposizione, non abbiamo la capacità di distingurere le due bande in modo distinto. Avremo solamente una sensazione sgradevole (battimenti) e un mascheramento di frequenze che dipende da differenze di intensità quando Il suono più intenso sovviene poco prima o poco dopo o simultaneamente al suono più debole. Per il nostro sistema uditivo (per la sua conformazione) è più difficile percerpire frequenze basse piuttosto che alte nello spettro, a parità di intensità.

L’IDEA DEI DIFFUSORI ACUSTICI APPLICATI ALLA CHITARRA

Il seguente articolo affronta un’idea tecnicamente irrealizzabile per la costruzione di una chitarra e ha  valore puramente teorico.


Parleremo brevemente  dei i diffusori acustici ideati dal tedesco Manfred R. Schroeder. Applicando le metodologie dei RETICOLI DI DIFFRAZIONE della luce per calcolarne la lunghezza d’onda (metodo utilizzato in vari ambiti scientifici: in astronomia, per analizzare la luce emessa dalle stelle lontane; la diffrazione dei famosi “raggi x”, creata nelle strutture cristalline), anche in acustica si sono applicati gli stessi principi per la creazione di modelli utilizzabili per il “controllo” del suono. In base alle diverse lunghezze d’onda e dal calcolo della diffrazione (cioè il cambiamento di direzione causato da ostacoli fisici), si possono concepire dei pannelli o delle strutture fisiche che avranno la capacità di ASSORBIRE e RIFLETTERE l’onda in modo controllato. Soffermandomi sulla direzionalità: il suono incidente su di una superficie avrà conseguentemente una diffusione spaziale vincolata dalla superficie stessa. Il concetto è quello di raccogliere l’energia sonora e riditribuirla dopo l’impatto, con un’angolatura di 180° (non solo nella direzione speculare quindi), in modo significativo nel tempo. Il RETICOLO DI FASE o di DIFFRAZIONE usato in ottica, applicato in acustica ha apportato notevoli benefici nel trattamneto acustico degl’ambienti in quanto il progettista, prima di tale scoperta, aveva a dsiposizione solamente assorbitori e riflettori. Schroeder ipotizzò che un’onda sonora incidente che investe un reticolo di fase, diffonde il suono in tutte le direzioni uniformemente; la profondità massima della scanalatura del pannello e’ determinata dalla massima lunghezza d’onda da diffondere, la larghezza deve essere circa la metà della lunghezza d’onda più corta (vengono chiamati diffusori a RESTO QUADRICO). Il calcolo matematico e’ un tema che non affronteremo, a livello informativo, precisiamo che attualmente in commercio sono disponibili diffusori monodimensionali, bidemsionali (Omnidifffusor), costruiti in vari materiali e per vari scopi di trattamento acustico (anti flutter-Flutterfree, Diffurblox in edilizia, Abffusor e Triffusor). La mia idea, partendo da quesi concetti di fisica acustica è quella di sviluppare una cassa della chitarra che non sia più solamente una superficie riflettente ma DIFFONDENTE (l’azienda RPG è leader nella distribuzione di elementi per il trattamento acustico, www.rpginc.com, oltre a vari prodotti potrete vedere l’Omnidiffusor menzionato nell’artcolo). Questa potrebbe essere idealmente una nuova concezione della cassa armonica di una chitarra acustica. Negli strumenti acustici, la vibrazione  del top e del fondo influisce sul  movimento dell’aria all’interno della cassa dando un timbro e un volume definito a seconda dei legnami utilizzati, dal tipo di lavorazione delle tavole e soprattutto dalla disposizione delle catene. Mediamente un Omnidiffusor ha una profondità di 15 cm, diventa quindi difficilmente realizzabile una cassa così concepita per ovvi problemi di ergonomicità se pensiamo che una chitarra folk ha mediamente una profondità di 8 cm.

 

onda riflessa specularmente dopo l'impatto

onda riflessa specularmente dopo l’impatto

come la luce il suono si diffonde, i diffuori hanno la funzione di propagarla su un piano di 180° e non solo specularmente

come la luce il suono si diffonde, i diffuori hanno la funzione di propagarla su un piano di 180° e non solo specularmente

Omnidiffusor

Omnidiffusor

diffusori di schroder1

impatto dell’onda sonora e relativa riflessione/diffusione